GifraMontesarchio.org Chi Siamo Il Nostro Convento Lo Statuto Il Consiglio Blog Indice FotograficoScrivici 





 Santa Maria delle Grazie di Montesarchio



 

 

 

 

 

1480: La fondazione del Convento e della Chiesa

PROPE MONTEM-SARCHIUM IN CAMPANIA FELICI OPPIDUM, ALIUM FABRICAVIT SUB TITULO SANCTAE MARIAE DE GRATIS CAROLUS CARAFFA, EIUSDEM OPPIDI MARCHIO, RELIGIONIS ADDICTISSIMUS.

Con queste parole si annota l’atto di fondazione del Convento e della Chiesa di S. Maria delle Grazie in Montesarchio, dove andarono ad abitare i Francescani, già presenti sul territorio, in un piccolo eremo, fin dalla fine del secolo XIII (1295).

 

convento

 

 

 

1492: La Consacrazione Solenne

La Chiesa di S. Maria fu solennemente consacrata il 3 Giugno, come si ricava dalla lapide murata in Sacrestia (Ques. Ven. Ecc. Di S. M. fu con. A 3 Guig. MCCCCLXXXXII). Per l’occasione furono disegnate in Chiesa 14 crocette in tondini, che ancora oggi si vedono.

 

1760: La Statua

L'antica statua, forse del 1410, era andata in rovina e così scultore Carmine Lantriceni, di Napoli, ma originario di Procida, scolpì su legno la bellissima statua della Madonna delle Grazie, che ancora oggi si venera sull'Altare Maggiore. La data fu incisa sulla pedana.

1706: L'Altare Maggiore

Il 25 Novembre il Cardinale Orsini, Arcivescovo di Benevento, consacrò l’Altare Maggiore in onore della Madonna delle Grazie, come si può leggere sulla lapide murata in Chiesa, a destra dell’Altare Maggiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1827: La Campana

Viene posta la Campana Grande al Campanile del Convento dei PP. Minori Osservanti, donata da sua Maestà Francesco I di Borbone. Questa Campana era stata fusa nel 1529, come si ricava dall'iscrizione esistente sulla medesima.

 

 

 

 

 

1864-67: L'Incameramento dei Beni

Il giardino del Convento ed il Convento di 24 stanze, tra soprani e sottani, passa al Demanio dello Stato, per legge di incameramento, e dallo Stato al Comune. Al tempo dell'incameramento dei beni ben 11 religiosi formavano la Comunità Monastica: P. Raffele D'Avella (Guardiano), P. Pasquale da Terranova (Vicario), P. Angelo da Benevento, P. Michele da Avella, P. Salvatore da Marigliano, F. Luigi da S. Marco di Teano, F. Salvatore da S. Leucio, F. Pasquale da Roccabascerana, F. Nunzio da Santeramo, F. Antonio da Avella, F. Nicola da Atripalda. Così, dal primo Gennaio 1865, I dovettero lasciare il Convento di Montesarchio, che fu accupato dalla Prima Compagnia del 43° Fanteria per la Guardia alla Casa Penale, situata nel vicino Castello. Tuttavia, dopo due anni, I poterono ritornare, ma trovarono solo le nude mura; si adattarono comunque alla meglio e vissero in locali stretti ed angusti fino al 1902, quando partirono definitivamente.

 

 

 

 

 

1899: L'Anno della Grazia

L'11 Giugno fu una data funesta per l'agricoltura della Valle Caudina. Come abbiamo appreso dal racconto dei nostri avi, verso mezzogiorno il sole si oscurò; lampi e tuoni di una potenza straordinaria squarciarono il cielo. Una grandine mai vista si abbattè improvvisamente distruggendo le messi e anche gli alberi; anche molte case ebbero i tetti frantumati dalla grandine. Sembrava il finimondo. Di fronte a questo spettacolo terrificante, I ntadini, che videro distrutta la loro fatica di un anno in pochi minuti, non si persero d'animo: c'era la Madonna, speranza per tutti. Il clero ed il popolo si portarono sul colle e insieme ai frati si prostrarono davanti all'immagine della Madonna delle Grazie. Fu fatta solenne promessa che l'11 Giugno di ogni anno tutti I ci della Forania con il popolo si sarebbero portati in processione di penitenza ai piedi della Madonna se, nonostante il flagello, avessero raccolto parte del frutto del lavoro. La Madonna esaudì il voto e, come hanno detto uomini degni di fede, anche quell'anno il raccolto non solo fu uguale a quello degli altri anni, ma addirittura superiore. In segno di gratitudine il popolo si privò di alcuni oggetti d'oro, dalla fusione dei quali, furono fatte tre bellissime spighe d'oro.

 

1902: La Chiusura del Convento

Il Convento era rimasto con soli due Frati al suo interno e così nella Congregazione Capitolare, presieduta dal Vicario Generale dell'Ordine P. David Fleming, si decise per la sua chiusura. Inutili furono lettere inviate ai Superiori per farli recedere dalla decisione presa, come quella del Sindaco di Montesarchio, Antonio Striani, al Padre Provinciale dei Frati Minori di Napoli, con la quale si impegnava ad aumentare il numero sia dei Sacerdoti che dei Terziari. Gli ultimi Frati lasciarono il Convento di Montesarchio il 17 Ottobre 1902, attenendosi alle disposizioni dei loro Superiori, consegnando tutti gli arredi sacri della Chiesa all'Abate Don Antonio Supino a al Cavaliere Giantommaso Verrusio, appartenenti a famiglie più cospicue del paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1902: La Lunga Attesa

La partenza definitiva degli ultimi Frati da Montesarchio recò un sincero dolore ai cittadini: I Frati, anche se vecchi e stanchi, erano pur sempre una presenza francescana. Passati i primi tempi di sgomento, già nel 1911, il Sindaco del paese, interpretando il sentimento unanime della popolazione che voleva il ritorno dei Frati, spese tutte le sue energie per tale scopo. Ma il Padre Provinciale, pur apprezzando moltissimi i sentimenti del Sindaco e della popolazione tutta, dovette confessare a malincuore che non aveva un numero sufficiente di Frati per riaprire il Convento. Altri tentativi furono fatti in futuro, ma, inutilmente. Inoltre, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il Convento di S. Maria, ridivenuto sede di presidio militare, subì, oltre la proverbiale incuria degli uomini, anche l'effetto deleterio delle bombe

1947: Il Grande Ritorno e la Ricostruzione

 E venne finalmente il giorno del rientro dei Frati Minori a Montesarchio. Una giornata indimenticabile, scolpita profondamente nel cuore! Finalmente la Chiesa della Madonna delle Grazie riaveva i suoi naturali e legittimi Custodi; di nuovo si poteva vedere: il Frate Francescano salutare per le vie del paese col motto antico e sempre nuovo PACE E BENE; il freaticello ancora una volta poteva bussare alle porte delle case chiedendo la carità nel nome della Madonna delle Grazie e portando contemporaneamente nella casa la presenza dell'umiltà e della povertà di San Francesco d'Assisi. Il Sindaco, Dott. Ferdinando Luciano, in data 3 Maggio, diede l'annuncio del ritorno dei Frati attraverso un manifesto; anche i giornali riportarono la cronaca di quel giorno memorabile per tutta la popolazione. Finita la manifestazione per il ritorno dei Frati e tornato il popolo alle proprie case, i Religiosi si trovarono soli a guardare un Convento e una Chiesa completamente in rovina. Il P. Provinciale, andanosene, aveva lasciato ai Frati la somma di lire 1.000! Erano tempi duri per tutti. Ma i Religiosi non si persero d'animo e, con a capo il P. Guardiano, iniziarono subito la ricostruzione e lavorarono fattivamente, aiutati dal Ministero dei Lavori pubblici e dal popolo di Montesarchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

             tratto dal libro di Padre Antonio Tommaselli  S. Maria delle Grazie di Montesarchio 1480-1980                                                            Edizione Viaggi Francescani - Montesarchio




Aggiungi il sito ai Tuoi Preferiti Segnala il Sito ad un Gifrino Imposta GifraMontesarchio.org come la Tua Homepage

GifraMontesarchio.org Chi Siamo Il Nostro Convento Lo Statuto Il Consiglio Blog Indice FotograficoScrivici