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Questa pagina contiene la
forma di vita dei giovani francescani, di coloro, cioè, che, affascinati da San
Francesco e Santa Chiara d’Assisi, vogliono vivere la propria giovinezza immersa
in Cristo, guidati dal loro esempio di vita. Le norme raccolte in questo Statuto
tracciano il volto del giovane francescano, la sua identità e i suoi impegni di
vita per diventare testimone e strumento di Dio nel mondo. La prima parte dello
Statuto della Gifra, chiamata «Forma di vita», espone dei suggerimenti per la
vita quotidiana del giovane, mentre la seconda si sofferma sull’organizzazione
puntuale della Fraternità di ogni livello (locale, regionale e nazionale). I
giovani che si impegnano a vivere le norme raccolte in questa forma di vita lo
fanno mediante un atto pubblico nella Chiesa, che si chiama Promessa. Lo Statuto
è uno strumento con cui la Gifra, nella famiglia dell’Ofs ed in unità con tutta
la Famiglia francescana, rende testimonianza e servizio alla Chiesa e alla
società. In questo tempo, caratterizzato da forte relativismo e scetticismo, da
chiusure individualistiche, da crisi dell’impegno di gruppo, come giovani
francescani vogliamo essere un segno per i giovani del nostro tempo, una
testimonianza per il mondo di oggi nella riaffermazione dei valori della
fraternità, della pace, della gratuità, della minorità e della povertà, vissuti
nella comunione ecclesiale e con tutta la Famiglia francescana. Desideriamo,
così, proporre concretamente l’ideale incarnato da Francesco, il quale morendo,
ci consegnò questo messaggio: «Io ho fatto la mia parte, la vostra ve la insegni
Cristo». Ai giovani che si troveranno tra le mani questa forma di vita,
auguriamo di trovare in essa l’incontro con Cristo.
IDENTITÀ E NATURA
DELLA GIFRA 1. La GiFra è la Fraternità dei
giovani che si sentono chiamati dallo Spirito Santo a fare l'esperienza della
vita cristiana alla luce del messaggio di S. Francesco d'Assisi, all'interno
della Famiglia Francescana. A motivo della scelta francescana vissuta nella
Secolarità, i giovani maturano la loro vocazione nella'ambito della famiglia
dell'Ordine Francescano Secolare di cui la Gioventù Francescana è parte
integrante.2. I Giovani Francescani considerano la Regola dell'O.F.S., approvata
da Paolo VI, come documento ispirazionale della propria vita e come singoli e
come Fraternità, confermando tale scelta mediante la "Promessa" (cfr. art. 5).
3. La norma di vita dei giovani francescani è il Vangelo: in ogni sua parola,
come in ogni uomo, essi sanno di incontrare Gesù Cristo; per questo si impegnano
assiduamente a "passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo" (Regola
O.F.S., art. 4). 4. La GiFra offre il servizio fraterno ed i mezzi per
raggiungere la maturità umana, cristiana e francescana, contribuendo in tal modo
a "rendere presente il carisma del comune serafico Padre nella vita e nella
missione della Chiesa" (Regola O.F.S., art. 1). IMPEGNI E
METODI 5. La "Promessa" è l'impegno del giovane a conoscere ed a
vivere il Vangelo secondo l'esempio di S. Francesco in seno alla propria
Fraternità, che lo accompagna nel cammino di ricerca e di crescita spirituale.6.
In conformità all'articolo 2 la "Forma di vita" della Gioventù Francescana è la
seguente:a) ...ricerchino la persona vivente ed operante di Cristo nei fratelli,
nella Sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle Azioni Liturgiche. La Fede di S.
Francesco che dettò queste parole: "niente altro vedo corporalmente in questo
mondo dello stesso Altissimo Figlio di Dio se non il Suo Santissimo Sangue", sia
per essi l'ispirazione e l'orientamento per la vita Eucaristica (Regola O.F.S.).
b) Sepolti e risuscitati con Cristo nel Battesimo, che li rende membri vivi
della Chiesa, ...si facciano testimoni e strumenti della sua missione tra gli
uomini, annunciando Cristo con la vita e con la parola. Ispirati da S. Francesco
e con lui chiamati a ricostruire la Chiesa, si impegnino a vivere in piena
comunione con il Papa, i Vescovi ed i Sacerdoti in un fiducioso ed aperto
dialogo di creatività apostolica (Regola O.F.S., art. 6). c) ...In virtù della
loro vocazione, sospinti dalla dinamica evangelica, conformino il loro modo di
pensare e di agire a quello di Cristo mediante un radicale mutamento interiore
che lo stesso Vangelo designa con il nome di "conversione", la quale, per
l'umana fragilità, deve essere attuata ogni giorno. In questo cammino di
rinnovamento il Sacramento della Riconciliazione è segno privilegiato della
misericordia del Padre e sorgente di grazia (Regola O.F.S., art. 7). d) Come
Gesù fu il vero adoratore del Padre, così facciano della preghiera e della
contemplazione l'anima del proprio essere e del proprio operare. Partecipino
alla vita sacramentale della Chiesa, soprattutto all'Eucaristia, e si associno
alla preghiera liturgica in una delle forme dalla Chiesa stessa proposte,
rivivendo così i misteri della vita di Cristo (Reg. O.F.S., art. 8). e) La
Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile alla sua parola ed a tutti i
suoi appelli, fu circondata da Francesco di indicibile amore e fu designata
Protettrice ed Avvocata della sua Famiglia. I giovani francescani manifestino a
lei il loro ardente amore, con la imitazione della sua incondizionata
disponibilità e nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera (Reg.
O.F.S., art. 9). f) Unendosi all'obbedienza redentrice di Gesù che depose la sua
volontà in quella del Padre, adempiano fdelmente agli impegni propri della
condizione di ciascuno nelle diverse corcostanze della vita, e seguano Cristo
povero e crocifisso, testimoniandolo anche tra le difficoltà e le persecuzioni
(Reg. O.F.S., art. 10). g) Cristo, fiducioso nel Padre, scelse per Sé e per la
Madre sua una vita povera ed umile, pur nell'apprezzamento attento ed amoroso
delle realtà create; così... (i giovani) cerchino nel distacco e nell'uso una
giusta relazione ai beni terreni, semplificando le proprie materiali esigenze;
sian consapevoli poi di essere, secondo il Vangelo, amministratori dei beni
ricevuti a favore dei figli di Dio. Così, nello spirito delle "Beatitudini",
s'adoperino a purificare il cuore da ogni tendenza e cupidigia di possesso e di
dominio, quali "pellegrini e forestieri" in cammino verso la casa del Padre. h)
Testimoni dei beni futuri ed impegnati nella vocazione abbracciata all'acquisto
della purità di cuore, si renderanno così liberi all'amore di Dio e dei fratelli
(Reg. O.F.S., art. 12). i) Come il Padre vede in ogni uomo i lineamenti del suo
Figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ...accolgano tutti gli
uomini con animo umile e cortese, come dono del Signore e immagine di Cristo. Il
senso di fraternità li renderà lieti di mettersi alla pari con tutti gli uomini,
specialmente dei più piccoli, per i quali si sforzeranno di creare condizioni di
vita degne di creature redente da Cristo (Reg. O.F.S., art. 13). l) Chiamati,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, a costruire un mondo più fraterno
ed evangelico per la realizzazione del Regno di Dio, consapevoli che "chiunque
segue Cristo, Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo", esercitino con competenza
le proprie responsabilità nello spirito cristiano di servizio (Reg. O.F.S., art
14). m) Siano presenti con la testimonianza della propria vita umana ed anche
con iniziative coraggiose, tanto individuali che comunitarie, nella promozione
della giustizia ed in particolare nel campo della vita pubblica, impegnandosi in
scelte concrete e coerenti alla loro fede (Regola O.F.S., art. 15). n) Reputino
il loro lavoro come dono e come partecipazione alla creazione, redenzione e
servizio della comunità umana (Reg. O.F.S., art. 16). o) Nella loro famiglia
vivano lo spirito francescano di pace, fedeltà e rispetto della vita,
sforzandosi di farne il segno di un mondo già rinnovato in Cristo (Reg. O.F.S.,
art. 17). p) Quali portatori di pace e memori che essa va costruita
continuamente, ricerchino le vie dell'unità e delle fraterne intese attraverso
il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell'uomo e nella
potenza trasformatrice dell'amore e del perdono. Messaggeri di "perfetta
letizia", in ogni circostanza, si sforzino di portare agli altri la gioia e la
speranza (Reg. O.F.S., art. 19). 7. Per realizzare pienamente questa forma di
vita, secondo schemi propri delle necessità del mondo giovanile e della sua
pedagogia, i giovani francescani: a) vivono la Fraternità come un segno visibile
della Chiesa, comunità d'amore, e l'ambiente privilegiato in cui si sviluppano
il senso ecclesiale e la vocazione cristiana e francescana, nonché come luogo
ove naturalmente viene animata la vita apostolica dei suoi membri; b) si
inseriscono pienamente, in modo attivo ed operante, nella vita della Chiesa
locale, aprendosi a tutte le prospettive ministeriali e pastorali; c)
intensificano il dialogo e la collaborazione tanto con le Fraternità francescane
quanto con gli altri gruppi ecclesiali, allo scopo di un maggior arricchimento
reciproco e di un più efficace servizio alla Chiesa ed alla società; d)
rispondono generosamente alle indicazioni che le Fraternità nazionale e
regionale offrono in merito alla formazione attraverso i sussidi, i campi
scuola, i corsi di aggiornamento, ritiri, momenti di preghiera, revisione di
vita e simili iniziative atte allo scopo; e) si avvalgono nell'apostolato di
tutti i mezzi che si ritengono idonei per una efficace e moderna
evangelizzazione (mezzi di comunicazione sociale ed artistica). 8. La Fraternità
giovanile francescana promuove incontri atti a preparare ed a formare i giovani
ed i fidanzati alla vita sacramentale del matrimonio. 9. Particolare attenzione
i giovani rivolgono alle forme di volontariato, atte ad assicurare un servizio
umano, responsabile e disinteressato, ai fratelli, specialmente nell'ambito del
proprio territorio e nella prospettiva della riconciliazione in campo nazionale
ed internazionale. 10. L'interesse dei giovani francescani è rivolto anche al
momento ricreativo, che vuole essere un ulteriore testimonianza della gioiosa
esperienza di vita fraterna.
NORME
ORGANIZZATIVE
11. La Gioventù Francescana
vive ed opera articolata in fraternità a diverso livello - locale, regionale e
nazionale - collegate e coordinate tre loro e proiettate nel contesto
internazionale.12. Si ritengono formalmente costituite quelle Fraternità che,
avendo un numero sufficente di giovani che hanno pronunciato la "Promessa",
abbiano ricevuto riconoscimento scritto dall'organo superiore Gi.Fra.
competente, in armonia con la fraternità O.F.S., se esiste in loco, o con il
consiglio regionale (= prov.le) O.F.S.
APPARTENENZA 13. Possono far
parte di una fraternità i giovani che hanno compiuto i 14 anni di età e
possibilmente non superato i 30. Questo ultimo limite non si applica ai
dirigenti nazionali e regionali in carica.14. I giovani che abbiano compiuto i
30 anni di età continuano la loro esperienza di vita evangelica preferibilmente
nell'Ordine Francescano Secolare o in altre forme di vita ecclesiale. Si
raccomanda tale scelta anche ai coniugati.15. I candidati premettono una
preparazione di almeno sei mesi alla "Promessa", dopo di che diventano membri
effettivi della Gioventù Francescana. L'ammissione alla "Promessa" è decisa dal
Consiglio della Fraternità Locale.16. Con molta solennità si celebri "la festa
della Promessa", nella quale i giovani assumono o rinnovano annualmente, gli
impegni di vita evangelica propri della Gi.Fra. In tale occasione si può
effettuare la consegna di un distintivo francescano, preferibilmente il
Tau. COLLABORAZIONE CON L'OFS 17. Per favorire
una più stretta ed intesa comunione con l'O.F.S. i consigli Gi.Fra. di ogni
grado designino un proprio rappresentante, possibilmente "professo", presso la
fraternità O.F.S. e chiedano a questa, un professo suo delegato presso la
fraternità giovanile. Il delegato O.F.S. ha diritto di voto nel consiglio della
Gi.Fra cui partecipa. ORGANISMI
18. Gli organismi attraverso i quali la
Fraternità esprime la propria funzionalità sono: l'Assemblea, il Consiglio, il
Presidente e, per quanto attiene alla parte spirituale, l'Assistente. Il
funzionamento di tali organi è regolato da norme specifiche. L'ASSEMBLEA
19. L'Assemblea, detta anche Congresso o
Capitolo, è l'organo rappresentativo della base con potere legislativo e
deliberativo. A livello nazionale è convocata con almeno cinquanta giorni di
anticipo, a livello regionale con almeno venti giorni, a livello locale con
almeno dieci giorni. L'Assemblea naz.le è composta dai consiglieri naz.li in
carica, nonchè dai Presidenti ed Assistenti regionali (=provinciali), più un
eletto dall'Assemblea reg.le (=prov.le) per ogni dieci (e frazione) Fraternità
locali della regione (=provincia religiosa) da rappresentare. L'Assemblea
regionale (=prov.le) è formata dai consiglieri reg.li (=prov.li) in carica,
oltre che da tutti i presidenti ed assistenti locali, più, se si ritiene
opportuno, un congruo numero di rappresentanti stabiliti dal consiglio reg.le
(=prov.le) ed eletti dalla base. L'Assemblea locale è formata da tutti i membri
effettivi della fraternità più l'Assistente della Gi.Fra. ed il delegato O.F.S.
Alle rispettive assemblee partecipano anche i Presidenti e gli Assistenti O.F.S.
(o loro delegati).20. L'Assemblea naz.le si riunisce ordinariamente almeno una
volta ogni tre mesi; la reg.le almeno una volta all'anno;la locale almeno due
volte al mese. Straordinariamente l'assemblea di qualsiasi grado, si riunisce
ogni qual volta il consiglio rispettivo lo ritenga opportuno, oppure allorchè un
terzo dei membri dell'assemblea ne faccia richiesta con unamozione scritta.21.
L'Assemblea ha l'obbligo, in armonia con le indicazioni e decisioni di quella di
grado superiore, di:a. provvedere allo studio dei problemi di notevole
importanza spirituale, sociale e temporale della fraternità e prendere decisioni
in merito;b. programmare le varie attivitàc. procedere alla nomina dei
presidenti e consiglieri rispettivi secondo le norme più sotto espresse;d.
determinare i contributi per il finanziamento delle varie attività. IL
CONSIGLIO 22. Il Consiglio è l'organo esecutivo delle decisioni e
delle direttive della propria assemblea e di quella di grado superiore, e
assicura il regolare funzionamento della Fraternità. In particolare il suo
compito è:a. animare e coordinare le attività della fraternità;b. indire corsi
di aggiornamento, di studio, di esercizi spirituali, convegni, raduni e simili
iniziative;c. curare la formazione dei dirigenti e degli animatori;d.
interessarsi della stampa e degli altri mezzi di comunicazione sociale;e.
discutere ed approvare la relazione annuale preparata dal presidente;f. animare
e stimolare i consigli di grado inferiore;g. tenere vivi i rapporti ed
accrescere di continuo la collaborazione con tutta la Famiglia Francescana,
particolarmente con l'O.F.S., mediante programmazioni ed iniziative comuni
specie nell'ambito della Chiesa locale;h. promuovere e curare le associazioni
degli "Araldini" in collaborazione con l'O.F.S., nonchè le opere missionarie e
vocazionali;i. eleggere entro sei mesi, e per il periodo di scadenza del
Consiglio, un nuovo presidente qualora quello in carica non potesse esercitare
più il proprio ufficio per qualsiasi motivo;j. nominare un altro consigliere,
sempre fino alla scadenza del consiglio in carica, allorchè qualcuno venisse
meno per qualsiasi ragione;k. cooptare altri consiglieri, purchè il loro numero
non superi globalmente un terzo di quelli regolarmente eletti;l. dichiarare
decaduto il presidente od il consigliere che, senza validi motivi, sia stato
assente, a livello nazionale, per due volte consecutive, a livello regionale
(=prov.le) per tre volte consecutive.23. Il Consiglio Naz.le è formato dal
Presidente e da altri cinque membri più l'Assistente;il consiglio regionale e
locale sono composti dal presidente e di un numero di membri adeguato all'entità
ed all'attività della fraternità, più l'assistente di pari grado. È consentita
la nomina, da parte dei rispettivi consigli, di una segreteria per il disbrigo
delle pratiche ordinarie. Ai consiglieri è affidata la promozione e la cura dei
vari settori di attività delle fraternità.24. Il Consiglio naz.le si riunisce
almeno due volte all'anno; quello reg.le almeno tre volte; il locale almeno una
volta al mese.25. I consiglieri naz.li fanno parte di diritto dei consigli di
grado inferiore di propria residenza con diritto di voto. Così intendesi per i
consiglieri regionali (=prov.li).26. I consigli di grado superiore hanno la
giurisdizione su quelli inferiori per la soluzione dei casi che di volta in
volta si presentano. IL PRESIDENTE
27. Il presidente è il responsabile di
tutta l'animazione della propria fraternità e dei vari uffici e mansioni in
ordine alla sua funzionalità. Egli rappresenta la fraternità stessa e cura
l'esecuzione delle direttive delle assemblee e del consiglio. È coadiuvato in
tutto da un Vice, eletto tra i consiglieri, il quale lo supplisce durante la sua
assenza, salvo quanto prescritto all'articolo 22/i. L'ASSISTENTE
SPIRITUALE 28. In segno di comunione con tutta la famiglia
francescana, il consiglio della Gi.Fra. richiede ai copetenti superiori un
assistente che curi spiritualmente i singoli e la fraternità tutta. Egli
salvaguarda e nutre il senso ecclesiale ed il carisma francescano, favorisce la
formazione di base e specifica, nonchè la promozione globale di tutta la
fraternità. Egli fà parte di diritto dei consigli e delle assemblee di suo
grado. A livello naz.le e reg.le se possibile, insieme con l'assistente, fanno
parte dei rispettivi consigli altri religiosi francescani, comunque non più di
tre, che si occupino specificatamente della Gi.Fra. Nei luoghi ove non fossero
presenti religiosi francescani, il compito dell'assistenza è affidato ad altri
sacerdoti o religiosi. ELEZIONI
29. La designazione agli incarichi di
presidente e di consigliere di qualsiasi grado avviene a mezzo di elezioni, e
queste si effettuano a scrutinio segreto.30. Per l'elezione del presidente e
vice-presidente di qualsiasi livello è richiesta la maggioranza assoluta dei
voti dei presenti nel primo e nel secondo scrutinio, mentre nel terzo si procede
per ballottaggio tra i due che nell'ultimo scrutinio hanno ottenuto maggior
voti. Per l'elezione a consiglieri di qualsiasi grado è sifficiente la
maggioranza relativa dei voti dei presenti, purché i votanti non siano inferiori
ad un terzo.31. Con una prima votazione si eleggono i consiglieri; tra questi
poi con una successiva votazione , si elegge il presidente; con una terza il
vice-presidente, sempre tra gli eletti. Copia del documento affermante
l'avvenuta elezione, firmata dal presidente e dal segretario dell'assemblea
elettiva, è inviata al consiglio di grado immediatamente superiore.32. Le
assemblee elettive, perché siano valide, oltre all'applicazione delle presenti
norme, devono essere presiedute dal presidente di grado superiore o da un suo
delegato, alla presenza dell'assistente dello stesso livello. Le assemblee
elettive nazionali sono presiedute dai presidenti naz.li O.F.S. (o loro
delegati).33. Il presidente ed i consiglieri naz.li e reg.li durano in carica
tre anni; quelli locali due anni. I presidenti naz.li e reg.li possono essere
rieletti per un solo periodo immediatamente successivo.34. Il presidente
nazionale e quello regionale siano "Professi".35. Nell'elezione del presidente e
dei consiglieri locali, hanno diritto al voto, con l'assistente, tutti i membri
effettivi della fraternità. Nell'elezione a livello regionale hanno diritto al
voto, oltre all'assistente ed i suoi collaboratori (cfr. art.28), tutti i membri
dell'assemblea regionale. Parimenti avviene, in modo analogo, a livello
nazionale. INTEROBBEDENZIALITÀ 36. Finché
esistono le Obbedienze funzionano anche un'Assemblea ed un Consiglio
Interobbedienziale ad ogni livello.37. L'Assemblea naz. le Interobbedienziale è
l’espressione delle assemblee di tutte le obbedienze. Essa si riunisce ogni tre
anni ed è presieduta dal Presidente del consiglio interobbedienziale (cfr.
art.38. Oltre ai compiti descritti all'articolo 21, è di sua competenza
l'approvazione, l'aggiornamento e la interpretazione delle presenti norme salvo
la ratifica dei competenti superiori. All'assemblea naz.le interobbedienziale
partecipano i consigli naz.li, i presidenti e gli assistenti reg.li della
Gi.Fra. ( o loro delegati), un congruo numero di gifrini stabiliti dal consiglio
naz.le interobbedienziale ed eletti dalla base nelle singole regioni (= prov.ce
religiose), nonché i presidenti ed assistenti nazionali dell'O.F.S. ( o loro
delegati). All'assemblea regionale interobbedienziale partecipano i consigli
reg.li, i presidenti e gli assistenti locali ( o loro delegati) nonché i
presidenti ed assistenti reg,li dell'O.F.S. (o loro delegati).38. Il consiglio
nazionale interobbedienziale è composto dei presidenti e vice-presidenti
nazionali, dagli assistenti nazionali e da un delegato del consiglio nazionale
interobbedienziale dell'Ordine Francescano Secolare. È presieduto ed assistito,
a turno annuale, dai presidenti ed assistenti delle varie obbedienze. Suo
compito è:a. animare e coordinare il lavoro dei consigli nazionali;b. preparare,
convocare ed animare l'assemblea naz.le interob.le;c. indicare al Consiglio
Internazionale dell'O.F.S. ed agli altri eventuali organismi i propri
rappresentanti;d. dispensare, nei singoli casi, dalle presenti norme.39. I
consigli interobbedienziali di grado inferiore sono composti e funzionano in
modo analogo a quello nazionale.Contributi
CONTRIBUTI 40. Per le spese
occorrenti alla vita ed all'attività delle fraternità, in segno di comunione e
di solidarietà, tutti offrono un contributo nella misura indicata dalle
assemblee ai vari gradi.Dichiarazione
DICHIARAZIONE 41. Le presenti
norme valgono per tutta la Gioventù Francescana d'Italia assistita dalle varie
obbedienze. Le precedenti norme si intendono abrogate. Le eventuali modifiche al
presente Statuto devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi
dell'Assemblea nazionale Interobbedienziale.
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